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Ciao Ivan

By rassinistra · June 14, 2009 · 0 Comments · 9 Views
È una notizia che ti toglie il fiato: Ivan Della Mea è morto questa notte a
Milano. Sembra impossibile da credere, lo sentivamo spesso al telefono o lo
andavamo a trovare a Torre, a casa del fratello Luciano; l’ultima volta ci
eravamo sentiti un paio di giorni fa, perché avevamo tanti progetti insieme
e tante idee per la nuova edizione di “Fino al cuore della rivolta” e poi
avevamo letto i suoi ultimi articoli: il commento alle elezioni europee sul
Manifesto di venerdì e ancora stamani, prima della tremenda notizia,
aspettavamo la nota domenicale “Varie ed eventuali” su Liberazione. Adesso
quelle pagine rimarranno bianche e bianche le date del festival, con uno
sgomento senso di vuoto di cui oggi l’incredulità non ci lascia ancora
intendere quanto sia profondo il pozzo. Perché Ivan era una persona
speciale. Lo amavamo ancora prima di conoscerlo attraverso le sue canzoni di
lotta e i suoi articoli che erano una boccata di aria fresca nella palude
della sinistra di questi anni; i suoi erano interventi sempre intelligenti,
sferzanti e talvolta amari ma sempre pronti a rilanciare la lotta («scarpe
rotte… eppur bisogna andar»), che è poi quella lotta per un mondo migliore
che noi con lui chiamiamo comunismo. Averlo conosciuto di persona da qualche
anno a questa parte era stata la conferma della grandezza del personaggio ma
anche la scoperta dell’affetto e del calore di umanità che dedicava alle
amicizie e che trapelava immediatamente sotto una apparente scorza di
burbero (memorabile la prima telefonata: «Se continuate a darmi del lei,
butto giù il telefono… », che poi era un modo per chiamarti allo scoperto e
darti tutto se stesso). Di Ivan abbiamo amato anche le eccentricità e la sua
“santa” eterodossia, ma si arrabbiava se lo chiamavamo maestro, nonostante
fossimo tra i molti che avevano imparato tanto da lui («vi concedo al
massimo “cattivo maestro”…», diceva con la sua solita ironia). Al dolore del
collettivo degli Archivi si unisce anche quello dei tantissimi che da
stamani fanno squillare i nostri telefoni, sono i nostri partigiani e le
partigiane che lui aveva conosciuto e coccolato, sono gli artisti più
giovani che con lui hanno diviso il palco e sono soprattutto i compagni
della vecchia e nuova guardia che sono accorsi a sentirlo nei suoi concerti
a Fosdinovo; indimenticabile l’ultimo del 25 aprile con la piazza strapiena
e tutti (compresi alcuni adolescenti che conoscevano a memoria le canzoni) a
chiedergli di suonare ancora, e dopo tre *bis*, lui a dire: «adesso basta
compagni, tanto non scappo sarò di nuovo qui ad agosto».

Ad agosto Ivan non ci sarà, ma ci saranno momenti e occasioni per ricordarlo
e – chi lo ha amato lo sa bene – il miglior modo per far vivere la sua
memoria sarà impegnarsi ogni giorno di più in quella che lui chiamava la
«lotta amata» per un domani migliore, che deve scendere nelle strade e non
rimanere nelle stanze del partito. Di sicuro, faremo qualcosa *per lui e con
lui*, insieme ai compagni dell’Istituto Ernesto de Martino, questa estate a
“Fino al cuore della rivolta”, dove Ivan era un punto di riferimento
imprescindibile.

I funerali si svolgeranno martedì 16 giugno alle ore 11 presso il Circolo
Arci Corvetto, in Via Oglio, 21 a Milano. I nostri partigiani ci hanno detto
di portare a Milano le bandiere delle loro Brigate, per accompagnare Ivan
nell’ultimo viaggio. È un gesto che intende onorare chi si è sempre battuto
per la Resistenza di ieri e per quella, non meno importante, di oggi, ed è
il segno di una solidarietà e di una lotta che possiamo e dobbiamo fare
nostra.

Il nostro pensiero va alla compagna Clara, ai figli Pietro e Sara, alla
cognata Paola, alla nipote Valeria, a tutti i famigliari e agli amici, ai
compagni dell’Istituto de Martino e a tutti quelli che soffrono per questa
perdita incolmabile

Caro Ivan che la terra ti sia lieve.



Fosdinovo (MS), 14 giugno 2009



Il collettivo di Archivi della Resistenza - Circolo Edoardo Bassignani


---------------------------



Poesia inedita di Ivan Della Mea che ci ha inviato questo inverno:





*L’ora terza*



Vi debbo l’ora terza

Dopo la prima di fede e di credo

E la seconda sacrata ai tradimenti

L’ora terza cresce conoscenza

Con voi giovani e resistenti

Ancora posso dire e così sia

Ohi vita ohi vita ohi vitavitavitavita mia

E scoprire il dolore che brucia

E sapere che deve bruciare

L’ora terza di fuoco e dolore

Pensare a giovani resistenti

Partigiani armati d’amore

Paolini eterni come Fiori eterni

Credere di sapersi giovane

Volere altra giovinezza

La gioventù

Che del futuro arma la certezza

Fuoco e passione

Ora e sempre nostra l’ora terza

Resistere intendo

Esistere volendo

- gerundio pietoso -

sapendo

che di quella fiamma forte

fatta è la sorte

la mia

domani? Quale?

Oggi è già morta ancora una volta



Fino al cuore della rivolta

A voi partigiani

Darò fino all’ultimo respiro

Il mio solo pensiero:

liberi pensate le cose giuste le cose sbagliate

liberi sempre

la lotta con cuore sincero:

andiamo andate

volervi bene è il solo vero.



---------------------------------


*Abbiamo dedicato una sezione del forum al ricordo di Ivan Della Mea, se
vuoi intervenire (*clicca
qui
*). Potete far arrivare le vostre testimonianze e ricordi direttamente al
sito dell'**Istituto Ernesto de Martino ** Anche sul sito di Repubblica (*clicca
qui
*) c'è uno spazio per i ricordi dei lettori*




Ecco il comunicato dell’Istituto Ernesto de Martino:


Inviato: domenica 14 giugno 2009 11.24

Ciao Ivan





Ciao Ivan.



Questa notte intorno alle 1.30 è morto improvvisamente Ivan Della Mea,

all’Ospedale San Paolo di Milano dove era stato ricoverato d’urgenza

dopo un malore. Aveva 68 anni, era nato a Torre Alta di Lucca nel 1940.

Viveva a Milano con la sua compagna Clara Longhini e aveva due figli, Sara

e Pietro. Da tempo aveva problemi di salute. Impossibile dire nelle poche

righe di un comunicato la vita e la storia di Ivan Della Mea. Forse basta

solo ricordare quello che aveva fatto in questo ultimo scorcio di vita:

aveva ideato una ricerca con l’ARCI di Firenze sulla storia della case

del popolo; il 25 aprile aveva suonato per la Festa della Liberazione a

Fosdinovo (Carrara) dai compagni degli Archivi della Resistenza; era stato

a Sesto Fiorentino all’Istituto Ernesto de Martino, che aveva diretto per

13 anni, per la conferenza stampa della rassegna InCanto; il 12 maggio

aveva presentato l’ultimo numero della rivista “il de Martino”, ad

Acquanegra sul Chiese, paese natale di Gianni Bosio; il 28 maggio aveva

suonato a Brescia per ricordare la strage di Piazza della Loggia; sabato 30

maggio era stato con Paolo Pietrangeli e Paolo Ciarchi a Montevarchi a

cantare per il ’68; il 3 giugno aveva scritto un appello al voto per

Rifondazione comunista; venerdì 12 giugno il suo ultimo articolo su “il

Manifesto” dal titolo “Brucia compagno brucia”.

Pochi mesi fa Ala Bianca aveva distribuito una “Antologia” con molte

delle sue canzoni più belle ed è appena uscito per la Jaka Book

l’ultimo libro di Ivan Della Mea, la sua autobiografia: “Se la vita ti

dà uno schiaffo”, il racconto della sua infanzia e la storia della sua

famiglia, un testo di grande spessore narrativo e di forte impatto emotivo.

Una dura resa dei conti con la vita e con la morte che suona, purtroppo,

come l’epitaffio nella vita di un grande artista e di un grande compagno

comunista.

A Clara, Pietro e Sara e a tutti i familiari va l’abbraccio più forte di

tutti i compagni dell’Istituto Ernesto de Martino.

Saluteremo Ivan martedì 16 giugno alle ore 11 presso il Circolo ARCI

Corvetto in via Oglio, 21, a Milano.



Il Presidente

Stefano Arrighetti

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