Rita Parisi: «Maroni dovrebbe garantire l'unità nazionale, ma
il suo modello è il localismo. Vuole un sistema militare più
controllabile»
da il manifesto 09 08 2009
di Giusi Marcante
BOLOGNA
«Quello di togliere i soldi alla sicurezza per darli alla difesa è un
disegno preciso, significa bypassare la riforma della Polizia in favore
del modello militare che è più separato dalla società, è più
autoreferenziale ed è senza sindacato». E' arrabbiata Rita Parisi; alla
segretaria provinciale del Siulp di Bologna la nuova legge fortemente
voluta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni non piace. Non le
piacciono le ronde, che sono «una destrutturazione del profilo
nazionale della sicurezza basato sui localismi».
E sull'utilizzo dei
militari nelle città, a Bologna ne stanno arrivando 78 che si
aggiungeranno ai 60 già presenti, è chiarissima: «E' un vulnus del
modello di sicurezza civile che questo paese si è conquistato». Sotto
le due Torri non ci saranno pattugliamenti, il prefetto ha spiegato che
i militari verranno impiegati al Cie di via Mattei, collaboreranno
nelle ore notturne alla vigilanza della basilica di San Petronio,
saranno all'aeroporto e nella sede del tribunale. E proprio al posto di
polizia del tribunale si sono presentati venerdì tre maggiori
dell'Esercito informando i poliziotti che da martedì saranno in
servizio e chiedendo lumi su quali siano le mansioni da svolgere. Gli
agenti sono caduti dalle nuvole, non sapevano nulla e nessuno li aveva
informati. Per il Siulp è un altro segnale della «disinvoltura» con cui
sta avvenendo l'impiego dei militari in città. Il sindacato di polizia
ha anche fatto i conti: solo a Bologna l'operazione costa quattromila
euro al giorno (è l'indennità aggiuntiva che ogni militare percepisce
per questo specifico utilizzo nelle città). Sono soldi che vengono
tolti a voi? Certo e non è un mistero che le risorse che vengono
destinate a noi dal ministero dell'Interno siano state oggetto di
continui tagli. D'altronde questo è un disegno preciso che noi
denunciamo da tempo, la volontà è quella di aggirare la riforma della
Polizia del 1981 per imporre un modello militare che è più
controllabile e non ha cerniere con la società civile. Questo ministro
incarna però una contraddizione. Vale a dire? Lui che dovrebbe
rappresentare l'unità della nazione risponde ad una base elettorale che
ha come riferimento il localismo. E in questo modo si spiega il
favorire il fenomeno delle ronde. Dall'altro lato vengono utilizzati i
militari nelle città. Due aspetti che hanno un punto in comune: la
destrutturazione del sistema di sicurezza nazionale. Voi contestate
anche l'utilizzo dei militari dal punto di vista pratico. Certamente. I
militari gerarchicamente dipendono dai comandi. Al Cie di Bologna i
poliziotti nulla chiedono più ai militari. Vale a dire non c'è un
rapporto funzionale, se scoppia una rivolta e c'è da gestire una
situazione di emergenza il militare deve essere autorizzato per
l'intervento. Vorrei anche sottolineare che sono lavoratori precari,
con contratti a tempo determinato. A Bologna servono? Sono sicura che
la città preferirebbe una polizia più dotata e più efficiente. La città
sente il bisogno di sicurezza e non dei militari. E non dimentichiamo
che qui è stato detto no alle ronde. Qui abbiamo avuto 40 uomini in più
grazie al patto per la sicurezza del governo Prodi ma, solo per fare un
esempio, il fondo per gli straordinari 2009 è andato a coprire quello
dell'anno scorso. Quindi per l'anno in corso sarà scoperto.
Il Siulp: «Ronde e militari, un modello di sicurezza separato dalla società»
By rassinistra · August 10, 2009 · 0 Comments · 1 Views

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